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«Non ci troviamo solo di fronte a una pioniera della psicoanalisi in Russia, si tratta di una studiosa a tutto tondo che ha fornito contributi scientifici notevoli alla psicoanalisi internazionale che hanno ispirato lo stesso Freud» (p. 127). Con queste parole Maria Zalambani – che ha tradotto tutti i testi qui presentati a esclusione dei versi tratti dalle poesie di Rosenthal, ed è l'autrice del saggio “La psicoanalisi in Russia”, che apre il volume – introduce la traduzione di “Sofferenza e creatività in Dostoevskij. Uno studio psicogenetico” , considerato il più importante lavoro di Tatiana Rosenthal, che peraltro anticipa il freudiano Dostoevskij e il parricidio del 1927 (Opere, 10: 519-538. Torino: Boringhieri, ). Si tratta di un saggio in cui l'autrice mette in luce l'importanza del punto di vista psicoanalitico al fine di chiarire la genesi dell'opera d'arte, prendendo in esame soprattutto le vicissitudini pulsionali, cioè l'influenza delle dinamiche inconsapevoli sull'ideazione e sulla realizzazione artistiche. Un lavoro in cui è
anche molto ben evidenziabile l'originalità della posizione della Rosenthal nei confronti di alcuni aspetti della psicoanalisi, esprimendo con chiarezza le proprie convinzioni come si nota nel seguente passo: «Il monismo psicosessuale di Freud, che funge da forza motrice del processo artistico, non regge né dal punto di vista teorico, né da quello pratico. (…) L'idea che la genesi dell'arte sia solo di tipo sessuale è assolutamente falsa» (p. 129). Ed è probabilmente in frasi di questo genere che si trova il motivo per cui Freud non ha citato il lavoro della Rosenthal nel suo saggio su Dostoevskij.
Tatiana Rosenthal – medico, specializzata in malattie nervose e mentali, neuropatologa, direttrice dell‘“Ambulatorio e del laboratorio di psicoterapia” (presso l‘“Istituto per lo studio del cervello e dell'attività psichica” di San Pietroburgo, fondato nel 1918 dal neurologo e psicologo Vladimir Michajlovič Bechterev), primaria dell'Ist