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Riprendiamo qui il discorso iniziato nel commento sull'annata 2023 di Psyche, pubblicato a pp. 664-66d del n. 4/2024 di Psicoterapia e Scienze Umane, parlando dell'annata 2024, i cui 12 numeri totalizzano 1.174 pagine. Partendo dal n. 1/2024, è molto stimolante il modo in cui Thomas Kurz valorizza il punto di vista di Paula Heimann per quanto riguarda l'interpretazione definita essenzialmente in termini della produzione di nuovi pensieri. Analista di Alexander Mitscherlich , la Heimann ha avuto un'influenza importante sulla psicoanalisi tedesca degli anni 1960-70, come stanno a dimostrare anche la pubblicazione nel 2016 in tedesco dell'antologia dei suoi scritti, e nel 2017 di un'ottima biografia scritta da Maren Holmes.
* Via Giovanni Zanella 17, 38122 Trento; Pettenkoferstrasse 4, D-80336 Monaco di Baviera, e-mail <>.
Segnaliamo inoltre che, se già nel commento scorso avevamo sottolineato l'importanza del contributo di Sylvia Schulze sul concetto di race in psicoanalisi, nel n. 1/2024 troviamo un significativo scambio al riguardo con Verena ed Emre Arslan.
Per quanto riguarda il n. 2/2024, daremmo la priorità alla critica di Martynkewicz all'opus magnum di Michael Schröter sulla storia della psicoanalisi in Germania fino al 1945, uscito nel 2023 per un totale di 856 pagine. Allievo del sociologo Norbert Elias e curatore della versione tedesca, del 1986, dell'edizione completa delle lettere di Freud a Fliess, Schröter è uno dei più importanti storici tedeschi della psicoanalisi. Curatore delle lettere tra Freud ed Eitingon, di Freud ai figli, così come tra Freud e Bleuler (pubblicate in tedesco rispettivamente nel , e ), molto importante è stato anche il suo lavoro di condirettore della rivista di storia della psicoanalisi Luzifer-Amor, fondata nel 1988 (fu segnalata a pp. 561-562 del n. 4/2007 di Psicoterapia e Scienze Umane), e di organizzatore degli annuali Simposi berlinesi di storia della psicoanalisi (entrambe le attività in collaborazio