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Viene discussa la terapia psicoanalitica mettendone in luce i condizionamenti sociali e culturali a partire dal concetto di resistenza e dalle forme di angoscia che ne sono alla base. La rimozione non deriva soltanto dalla paura di punizioni esterne o dalla perdita dell'amore di figure significative, ma soprattutto dal timore dell'isolamento e della perdita del sostegno sociale. Viene messo in discussione l'atteggiamento analitico tradizionale, fondato su impassibilità e freddezza, mostrando come possa riflettere i valori e i tabù della morale borghese. Attraverso un'analisi critica delle posizioni di Freud sulla tolleranza e sulla morale sessuale, viene evidenziato il rischio che la tecnica analitica riproduca atteggiamenti autoritari e patriarcali. È importante che l'atteggiamento dell'analista esprima un'approvazione incondizionata delle esigenze di felicità del paziente, come condizione essenziale per il superamento delle resistenze e per l'efficacia terapeutica.