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Questo libro ha vinto il Premio Gradiva 2025 del Comune di Lavarone, che premia opere di saggistica psicoanalitica, con la motivazione – come si legge nel certificato del Premio – che si tratta di «un libro che grazie alla scrittura tersa dell'Autrice, senza pregiudizi, ritiri o cedimenti nostalgici, fra immersioni autobiografiche di “viandante”, richiami a poeti scrittori artisti, oscillazioni e migrazioni inedite tra le varie età della vita, procede e avvince, attraversa e talora si adagia su confini psicoanalitici emozionanti e per lo più ancora inesplorati. Dal lutto alla melanconia alla caducità alla disamina di un “tardo” spazio analitico, il lessico accurato si inoltra verso i limiti invalicabili, impervi, dell'età tarda. Nell'intreccio continuo con creatività, immaginazione e sviluppi culturali, che Maria Luisa Algini propone, stanno le risorse vitali, gli sguardi più ampi, che nel libro aprono alla speranza».
Il tema del testo si collega con i precedenti scritti dell'Autrice, alcuni dei quali sono più strettamente autobiografici (Il tempo dell'orizzonte corto. Sull'amore e il lutto. Roma: Robin Edizioni, ), altri sono elaborazioni di esperienze terapeutiche con i bambini sia in generale sia in casi drammatici in cui perdono i genitori (Le ferite invisibili. Sui bambini e la morte dei genitori. Roma: Robin Edizioni, 2016; Il viaggio con i bambini nella psicoterapia. Roma: Borla, 2003; Napoli: Luigi Guerriero, ).
Lo scritto si compone di 32 brevi capitoli che alternano descrizioni di viaggi in luoghi lontani (Australia, India, Islanda, Samarcanda, Himalaya, Giappone) a riflessioni sull'età avanzata, a puntualizzazioni su questioni della pratica analitica.