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L'annata 2025 (Volume 106) dell’International Journal of Psychoanalysis restituisce l'immagine di una psicoanalisi attraversata da tensioni strutturali: da un lato la fedeltà ai propri concetti fondativi, dall'altro la necessità di misurarsi con trasformazioni tecnologiche, crisi geopolitiche e mutamenti della soggettività. La pluralità delle voci non compone una sintesi unitaria; piuttosto, mette in scena una disciplina che sembra interrogarsi sul proprio statuto, oscillando tra consolidamento metapsicologico e ridefinizione dei propri confini.
Un primo asse riguarda la rielaborazione di concetti classici. Il tema delle difese, ripreso da Steven H. Cooper (n. 1/2025) e da Giuseppe Riefolo (n. 5/2025), mostra come la nozione freudiana continui a funzionare da snodo teorico, ma anche come terreno di ridefinizione: la distinzione tra rimozione, dissociazione e ritorno del rimosso viene riletta alla luce della clinica contemporanea, in cui frammentazione e discontinuità dell'esperienza sembrano prevalere sui modelli conflittuali più tradizionali. In questa stessa direzione si colloca la proposta di Giuseppe Civitarese (n. 2/2025), che riformula l'identificazione proiettiva all'interno della teoria del campo analitico, intrecciando intercorporeità e modelli provenienti dalla fisica contemporanea. L'operazione è ambiziosa: se da un lato amplia l'orizzonte concettuale, dall'altro espone la psicoanalisi al rischio di metaforizzazioni che richiedono una costante vigilanza epistemologica (un articolo di Civitarese pubblicato nel n. 3/2023 di Psicoterapia e Scienze Umane stimolò un dibattito critico con sette interventi, cinque nel n. 3/2023 e due nel n. 4/2023).
Il narcisismo, tema ricorrente in questa annata, viene declinato tanto sul versante individuale quanto su quello collettivo. Vittorio Gallese (n. 5/2025), in dialogo con le neuroscienze, propone una rilettura del narcisismo primario in chiave neurocomportamentale, mettendo in relazione i processi precoci di costituzion