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Scopo di questa rubrica – che fu fondata da Pier Francesco Galli, Nella Guidi e Billa Zanuso e iniziò nel n. 2/1987 – è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o sistematizzazione. I curatori della rubrica si metteranno di volta in volta d'accordo con gli autori riguardo alla modalità di esposizione dei casi clinici, e potranno apparire anche casi già pubblicati altrove. Tutti i contributi vanno inviati come allegato in un messaggio email a Roberto Carnevali <robertocarnevali57@gmail.com>. L'elenco di tutti i casi clinici pubblicati sulla rivista a partire dal 1987 è alla pagina Internet psicoterapiaescienzeumane.it.
C'è un momento in cui il tempo è come se si fermasse, un tempo in cui i nostri sentimenti trovano dimora in un altro. Il transfert ci riguarda profondamente, è un salto tra il prima e l'adesso, un ponte che unisce antiche solitudini e desideri. Una strana magia che porta con sé uno struggente e inevitabile equivoco, una particolare alchimia in cui l'altro diventa schermo per mostrare antiche nostalgie, desideri poco o per nulla confessati, ferite che spesso ancora vibrano nel presente.
Incontro per la prima volta Pietro (nome di fantasia) a ottobre del 2023 all'età di quattordici anni e mezzo. Vengo contattata dalla nonna materna, la quale mi dice di essere molto preoccupata per il nipote che da quasi due anni non esce di casa. Il ragazzo trascorre le sue giornate isolato nella propria stanza tra videogiochi, musica e amici conosciuti in rete. Non riesce a frequentare la scuola, si sente estraniato, fragile e non riesce a stare al passo con i propri coetanei. Il confronto lo schiaccia e si sente fermo e immobile. Perde così i primi due anni di scuola s