You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo libro è la raccolta di 17 conferenze e seminari che l'Autore ha tenuto in varie città del mondo ed è presumibile che il suo uditorio fosse costituito prevalentemente da psicoanalisti con formazione lacaniana. Fortunatamente, per il lettore non lacaniano, il libro non è mai un'esposizione per addetti ai lavori; sono interventi stimolanti perché i numerosi riferimenti alla clinica sono costantemente accompagnati da un puntuale rinvio all'insegnamento di Lacan, ma l'Autore lo fa con uno stile proprio e originale. Non utilizza Lacan come fanno i suoi numerosi chierichetti, non compila la glossa del maestro francese, ma ne attraversa le tematiche cliniche mettendole alla prova con altri autori estremamente lontani dal lacanismo (Anne Alvarez, Peter Blos, Thomas Insel, Karl Jaspers, Otto Kernberg, Arnold van Gennep e tantissimi altri). Marco Focchi ha una formazione filosofica e anche in questo ambito i riferimenti sono numerosissimi (Kant, Hegel, Carnap, Quine). L'ambizione di fornire una teoria alla psichiatria oggi riguarda molta psicoanalisi, ma questi progetti si scontrano con il fatto che la psichiatria dei più recenti DSM non stia più cercando alcuna legittimazione dalla psicoanalisi, ma abbia imboccato altre vie. La psichiatria è attualmente sempre più impegnata nella costante, ma fino a questo momento infruttuosa, ricerca di mediatori chimico/biologici (noradrenalina, serotonina, dopamina, comprese le più recenti citochine pro-infiammatorie, fino a un recente grande ritorno, il cosiddetto “rinascimento psichedelico”, in cui si propone l'uso di sostanze psichedeliche come la psilocibina), che starebbero alla base delle malattie di cui afferma di occuparsi. Le ricerche sui disturbi dell'attaccamento,
sulla neurofisiologia dei neuroni specchio insieme alle recenti teorie sulla psiche traumatizzata rappresentano acquisizioni fondamentali. Si tratta di traguardi stimolati prima dalla psicoanalisi, poi dalla fenomenologia e oggi consolidati dagli studi sul Di