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Dopo una Introduzione di Rudolf Ekstein scritta nel 1962, viene pubblicata una conferenza sul training psicoanalitico tenuta da Siegfried Bernfeld al San Francisco Psychoanalytic Institute nel 1952. Basandosi su trent'anni di esperienza negli istituti psicoanalitici di Vienna, Berlino e San Francisco, Bernfeld evidenzia come gli istituti abbiano gradualmente adottato un modello d'insegnamento rigido, non psicoanalitico e incentrato sul docente anziché sullo studente. La svolta burocratica risale agli anni 1920, quando per l'esigenza di formalizzare il training e anche di mantenere unito il movimento psicoanalitico la formazione si è trasformata in un sistema sempre più rigido. Pur riconoscendo che gli istituti spesso formano analisti competenti, Bernfeld denuncia il forte “rumore” di fondo: ad esempio, se l'analisi personale e la supervisione vengono concepiti come corsi obbligatori (al pari dell'anatomia nelle facoltà di Medicina) ne viene deformata l'essenza. Inoltre, riducendo la motivazione dei candidati a mera compiacenza burocratica, si rischia di infantilizzarli e di ostacolare lo sviluppo autonomo e scientifico della disciplina.