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Viene ripercorsa l'evoluzione della formazione psicoanalitica attraverso cinque fasi: istruzione, dimostrazione, analisi vera e propria, “superterapia” e ricerca, evidenziando come si sia passati da analisi didattiche fatte di brevi incontri informali (come le passeggiate di Freud con Max Eitingon) a percorsi analitici estremamente lunghi e complessi. Fu importante il contributo di Sándor Ferenczi, che sosteneva l'utilità di un'analisi didattica più profonda di quella terapeutica (“superterapia”). Ma l'enfasi sull'interpretazione precoce del transfert negativo e dell'aggressività comporta dei rischi: quello di una “collusione tacita” tra analista e candidato, dove l'analista viene “ingoiato intero” come oggetto idealizzato, soffocando l'indipendenza critica dell'allievo. Questo meccanismo favorisce il dogmatismo e il settarismo nelle società psicoanalitiche. La quinta fase, definita “della ricerca”, mira a restituire umiltà alla tecnica, promuovendo l'autonomia e il pensiero critico del futuro analista.