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Viene ripercorsa l'evoluzione storica e istituzionale della formazione psicoanalitica, tracciando il passaggio dalla spontaneità intima e priva di regole del salotto di Freud alla rigida burocratizzazione imposta dall'International Psychoanalytic Association (IPA) e dall'Istituto di Berlino. In particolare, vengono descritte le derive autoritarie dell'analisi didattica, evidenziando come la sottomissione dei candidati al giudizio dei didatti inquini il transfert e alimenti dinamiche edipiche non risolte che si traducono poi in rivalità, conflitti di potere e guerre fratricide all'interno della comunità degli psicoanalisti. Infine, vengono esaminate le critiche contemporanee a questo sistema monolitico, caldeggiando l'abolizione dello status degli analisti didatti a favore di un'autentica analisi personale.