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Uno dei più essenziali progressi della medicina moderna è la conoscenza che ciò ch'è malattia non ha una sola causa, ma che una serie di condizioni devono incontrarsi, per rendere ammalato un essere vivente. Questo punto di vista condizionale ha sovvertito molte vecchie idee circa la persona sana e la persona ammalata. Esso implica anche un mutamento graduale degli strumenti che il medico usa per prevenire e guarire il male.
Allorché SIGMUND FREUD, il fondatore della psicoanalisi, esaminò circa trent'anni or sono i mezzi con i quali si visitavano e si curavano in quel tempo le persone, i cui organi, pur essendo sani, manifestavano dei disturbi nel loro funzionamento, arrivò alla conclusione che i mezzi scientifici applicati alle persone erano inadeguati. Questi disturbi erano del tutto misteriosi. La scienza attorno al 1900 non conosceva affatto il valore degli interventi psichici, sia che ne ordinasse, sia che ne sconsigliasse l'uso; e in genere ignorava la particolarità del malato funzionale ovvero psichico. L'equazione che contiene unicamente incognite è insolubile, se non interviene il puro caso a portare la soluzione. FREUD non volle attendere questo caso, e si assunse così il compito laborioso di mutare lo strumento e di sciogliere il mistero della malattia psichica.
Si deve per un momento richiamare alla memoria la costellazione spirituale