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A differenza delle religioni che hanno i loro dogmi sui quali non si discute, la scienza acquista lentamente e faticosamente certi concetti, sempre rivedibili. Le facoltà umane di fare luce nel buio sono molto modeste; nella scienza si procede a tastoni attraverso errori, aggiunte e rettifiche. Spesso quanto sembrava una verità inoppugnabile, s'è dimostrato, in seguito, molto discutibile o falso; mentre, d'altro canto, l'enunciazione di molti ritrovati moderni della scienza avrebbe destato in altri tempi, (come spesso ha anche effettivamente destato) incredulità, meraviglia e stupore. Altre volte si riprendono, si modificano ed elaborano vedute, già abbandonate, perché nella scienza si tenta di conservare tutti i germi vitali delle diverse teorie, dovute al più minuzioso ed accurato sfruttamento intellettuale di esperienze di migliaia di studiosi. E così si costruisce a poco a poco l'edificio del sapere: ed ogni pietra che lo compone dovrebbe corrispondere ad un'unica esigenza: quella della certezza. Ma, ohimè, l'edificio consiste di parti più o meno resistenti; qualche parte si conserverà, qualche altra è destinata a crollare. Chi segue un dato indirizzo scientifico deve prendere in grande considerazione tutte le idee di chi dissente da lui; queste hanno un valore molto maggiore di quelle dei suoi consenzienti. Dobbiamo essere molto riconoscenti a coloro che ci rendono attenti dei nostri eventuali errori e di quei fatti che possano esserci sfuggiti nel formulare le nostre tesi.
Però, alle nostre esperienze di anni e di decenni, che portano sempre