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Una delle principali difficoltà per cui non si possono riferire casi analizzati nei loro più intimi particolari, sta nella circostanza che i pazienti non danno il consenso di pubblicare le loro analisi. E, infatti, molte volte i pazienti potrebbero essere individuati almeno da qualche loro parente o conoscente, il quale leggesse quei particolari, che dovrebbero per forza essere riferiti in una anche sommaria esposizione psicoanalitica.
Nei miei “Elementi di Psicoanalisi” (1) ho riferito, nella terza lezione, di un paziente che commise un piccolo furto facendo violenza ai suoi sentimenti morali. Dovetti limitarmi ad un brevissimo accenno, dato che, allora, non ebbi il permesso di fare precisazioni su quanto mi era stato da lui riferito durante l'analisi, ma nel frattempo, avendo avuto occasione di rivederlo, ottenni da lui tale consenso: egli era convinto, a ragione, che oramai non vi fosse più alcun pericolo per lui di essere identificato. D'altronde il menzionare certi particolari è indispensabile alla comprensione delle importanti conoscenze psicologiche che verremo esponendo.
In un articolo pubblicato nel 1916 il FREUD, descrisse alcuni caratteri tipici di persone, di cui ebbe modo di studiare la genesi durante le sue indagini psicoanalitiche. Uno, specialmente, dei caratteri psicologici da lui descritti in quell'articolo, desta il nostro profondo interesse, quantunque