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Questo volume che il fecondo autore francese ha pubblicato con la collaborazione (crediamo) della moglie, investe i più scottanti problemi dell'epoca nostra, ed è uno dei primi tentativi seri di riconoscere e precisare i fondamenti biologici dell'assetto e del comportamento sociali. Estremamente frazionati, se pur riuniti da un comune filo conduttore, gli argomenti trattati dall'ALLENDY meriterebbero ognuno uno studio a parte. L'Autore delinea dapprima i conflitti, che le condizioni capitalistiche aggravano, tra istinti di possesso e istinti di procreazione, e la sostituzione di valori economici a valori sentimentali nei rapporti tra i sessi. Egli ravvisa, col FERENCZI, nella fase analerotica della sessualità infantile la determinante di quello che sarà poi l'atteggiamento dell'adulto verso la ricchezza (fondamento “alimentare” della acquisizione capitalistica). A questi istinti “centripeti” si oppongono gli istinti “centrifughi” che si sviluppano successivamente e che risultano da un'ulteriore evoluzione della sessualità. Una repressione di questa a fasi che dovrebbero esser state superate costituisce, secondo l'ALLENDY, la “nevrosi sociale” che caratterizza le società moderne: nevrosi perfettamente analoga, nel meccanismo patogenetico, a quella che può affliggere un singolo individuo, e dovuta all'orientamento vizioso che la civiltà, nelle sue conseguenze spesso imprevedibili e fatali, ha dato ai contemporanei. I capitoli dedicati al matrimonio, alla prostituzione, alla procreazione, studiano le più palesi espressioni di tale disorientamento sociale. Come fare perché gli istinti “oblativi”, centrifughi, riprendano il sopravvento? In un capitolo, l'ultimo, dedicato alle “soluzioni future”, l'ALLENDY indica sommariamente: ulteriore riduzione del diritto di proprietà, già notevolmente in regresso; diversa distribuzione delle ricchezze; emancipazione economica della donna (quindi abolizione