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Il pregiudizio, frequentissimo, dell'eterosessualità assoluta di coloro che non presentino tendenze omosessuali piene e palesi, impedisce ai più di apprezzare al loro giusto valore forme larvate di omosessualità, pure assai diffuse nella vita contemporanea. In questo nostro breve saggio considereremo esclusivamente l'omosessualità maschile, e a questa riferiremo gli esempi. Ma quanto diremo può applicarsi, con qualche riserva e qualche attenuazione, anche all'omosessualità femminile.
La componente omosessuale, abbiamo detto, è presente in ogni essere umano, in grado maggiore o minore, e ciò per la semplice ragione, scientificamente accertata, che in ogni individuo vi sono elementi biologici dell'uno come dell'altro sesso. Tale bisessualità fondamentale è stata ancor meglio rilevata nell'analisi della vita infantile, e gli studi in questo senso dell'Abraham, del Jones e di vari altri, hanno illuminato già in modo assai soddisfacente questa premessa del nostro assunto.
Nella tendenza omosessuale si ravvisa, come nell'amore etero-sessuale, un impasto di “libido” e di istinto di aggressione. La componente libidica, negli individui orientati eterosessualmente, assume qui un'importanza minore, in quanto maggiormente rimossa e inibita. Essa affiora peraltro, attraverso un facile simbolismo, nelle manifestazioni di cui ora diremo, in cui l'istinto aggressivo assume spesso la parte prevalente.