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A pag. 265 della Psicopatologia della vita quotidiana (XI ediz., Vienna 1929) Freud tocca brevemente dei rapporti fra lapsus e sogno, osservando in nota (1) essere non infrequente il caso che un sogno guidi a ritrovare una cosa smarrita. Analogo è il caso che un sogno faccia avvertiti d'essere incorsi in un'omissione. Un bellissimo esempio è questo, narratomi da un amico.
Nel tempo che egli era impiegato di banca e addetto al servizio di cassa, dové una sera, non molto prima che si chiudessero gli sportelli, incassare da un cliente un dato importo, di cui rilasciò la solita ricevuta. Nella notte sognò di essere in ufficio, di aprire lo sportello del banco dove teneva il copialettere, di consultare quello dove avrebbe dovuto registrare il versamento di quel cliente, e di constatare, sorpreso, di non aver fatto la registrazione Svegliatosi, rimase in dubbio se il sogno avesse un significato. Giunto in ufficio, e guardati i libri, dovette però convincersi di avere effettivamente omesso la debita registrazione.
Dopo tanti anni, l'amico ricordava perfettamente il sogno; ma non era in grado di indicare se l'omissione sfuggita al controllo della sua coscienza, ma non dell'inconscio, fosse dipesa da ragioni più profonde che non dal ritmo accelerato del lavoro all'approssimarsi dell'ora di chiusura della cassa.
Giuseppe Vidossi