You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
I due primi capitoli del bellissimo lavoro della Principessa Maria Bonaparte, che pubblichiamo in questa Rivista, ci sembrano particolarmente adatti perché siano adeguatamente apprezzate la giustezza di alcuni concetti fondamentali della psicoanalisi e le qualità, veramente eccezionali, di chiarezza e di precisione dell'autrice.
Una traduzione, del resto, completa dell'opera è in preparazione e sarà presto pubblicata a cura della Società Psicoanalitica Italiana, e noi ci auguriamo che il pubblico italiano vorrà fare a questo lavoro benevola accoglienza in considerazione dell'importanza che ha il problema della profilassi delle nevrosi infantili, dell'originalità delle vedute che rinnovano le basi dell'educazione e del grande equilibrio al quale è improntata tutta l'opera.
n. p.
La nevrosi è un male molto più grave di quanto generalmente non mostri di credere il gran pubblico. Oltre alla profondità dei danni che arreca al carattere e al comportamento di coloro che ne sono colpiti, anche la sua diffusione fra gli uomini era sfuggita, fino a ieri, all'osservazione. Essa, infatti, non è una malattia d'eccezione, che colpisca soltanto qualche eccentrico di cui basta dire, scrollando le spalle, “è nervoso”; ma infierisce tra noi tutti, secondo i gradi e gli stadi d'una infinita gradazione. Bisognerebbe forse cercare a lungo, e senza dubbio invano, prima d'incontrare quel tipo ideale che tanti si vantano di essere: l'uomo perfettamente normale.
Freud ce l'ha mostrato: la nevrosi è paragonabile, per la sua importanza e la sua estensione, alla tubercolosi: sono questi i due flagelli dai quali tutti gli uomini, in quanto esseri civili, sono colpiti fin dall'infanzia, ma di cui non tutti, per fortuna, muoiono,