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Desideriamo portare a conoscenza dei lettori italiani un interessante caso svoltosi in Francia e non ancora — per quanto ne sappiamo — giunto al suo epilogo. Il caso riguarda la psicoanalisi solo indirettamente, come si vedrà; ma è tipico per l'illustrazione delle “resistenze” di ogni genere che possono frapporsi a una prassi che poco o tanto si accosti a quella psicoanalitica.
Il sig. C. Freinet è insegnante elementare nel paesello di Saint Paul de Vence (Alpi Marittime). Votatosi anima e corpo alla sua funzione pedagogica, e dotato di una notevole intelligenza e di un grandissimo intuito per la psicologia del fanciullo, egli ha introdotto nella propria scuola dei sanissimi principi (in Italia diffusi soprattutto dall'indirizzo Montessoriano); questi consistono, in massima, a lasciare al bambino un'ampia libertà espressiva: che è poi l'unico modo per arrivare a conoscerne le tendenze. La “novità” introdotta dal Freinet, novità assolutamente geniale a nostro avviso, è stata quella della “imprimerie à l'école”; il mettere cioè a disposizione dei bambini una piccola stamperia in modo che essi potessero, in una rivistina mensile da loro stessi redatta, esprimere i loro pensieri, sogni, ideazioni, disegni, progetti giuochi, ecc.: e, ciò che più conta, trasmetterli e scambiarli su larga scala con quelli di altri scolaretti di diversi paesi. Il risultato è stato superiore a qualsiasi più rosea aspettativa. La rivistina La Gerbe, redatta e stampata dai bambini di Saiut Paul de Vence, ha rivelato possibilità insospettate di realizzazione nell'età infantile: senza che l'insegnante vi entri in alcun modo, salvo che per una coordinazione formale del lavoro, questi bambini dagli otto ai dodici anni scrivono, disegnano e stampano un periodico fresco, vivace, intelligente, pieno di cose interessanti anche dal lato artistico. E si tratta, come abbiamo detto, non di bambini eccezionalmente dotati, ma in genere di figli di contadini e di operai: bambini cui solo l'aff