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Nelle sue lezioni introduttive alla psicoanalisi, tenute all'università di Vienna negli anni 1916-1917, Freud volle riassumere per la prima volta in forma piana ed accessibile anche ai profani le dottrine della psicoanalisi da lui create (1). Molte altre sue opere, e di capitale importanza, sono da quel tempo comparse, fra le quali ricordiamo: “…là dal principio del piacere”, “Psicologia delle folle e analisi dell'Io”, “Inibizione, sintomo ed angoscia”, “L'avvenire di una illusione”, “Il disagio nella civiltà”.
In queste opere Freud rettifica qualche particolare delle sue concezioni precedenti, e dimostra una conoscenza sempre maggiore dell'animo umano. Infatti egli ha introdotto, per iniziativa di Groddeck, il concetto dell'Es, ha elaborato la concezione del Super-Io, ed ha precisato il dualismo degli istinti. Essendo arrivato, così, alla conoscenza dell'istinto della morte (o di aggressione), ha sostituito il dualismo istinti sessuali e istinti dell'Io con l'altro: istinto della vita (Eros) e istinto della morte. Inoltre egli ha modificato qualche particolare della sua concezione dell'angoscia e dei meccanismi specifici della rimozione.
Egli ha quindi sentito il bisogno, alla distanza di 15 anni dalle lezioni precedenti, di completare e rettificare quanto aveva prima esposto, nella identica forma piana, elementare e adatta alla stessa cerchia di lettori colti, ma non specializzati in psicoanalisi.
Essendo stato però, nel frattempo, esonerato a motivo della età dal tenere pubbliche lezioni, e non essendo più nemmeno in grado, per ragioni di salute, di parlare in pubblico, queste nuove lezioni non sono state mai tenute pubblicamente. L'autore, finge però ugualmente di tenerle per poter conservare ad esse la stessa forma discorsiva e per tenere di continuo alla mente la presenza dei lettori.
La prima lezione è intitolata: “Revisione della dottrina del sogno”. A dimostrazione della giustezza della teoria psicoanalitica del sogno, teoria che non solo ha resistito a tutte l