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Un mio conoscente, che chiamerò A., si trova in treno, e narra ad un suo compagno di viaggio di aver passato giorni piacevoli a Vienna. L'interlocutore gli chiede in quale albergo abbia alloggiato. A. ricorda la strada, dice di essersi trovato bene in quell'albergo, ma per quanti sforzi faccia non riesce a ricordarne il nome, e rinunzia quindi a dare l'indicazione richiesta.
L'analisi di questa dimenticanza comincia con l'elenco delle parole sostitutive, che ad A. vengono in mente al posto del nome obliato. Queste parole sono: Berescid, Greber, streben, nero.
Prima ancora di aver cominciato ad associare con i singoli vocaboli, A. ricorda improvvisamente il nome dell'albergo: Erzherzog Rainer.
Erzherzog: “Herz” = cuore (a questo punto A. dice: “Anche coscientemente mi rendevo conto che la dimenticanza era insorta perché quest'albergo mi fu consigliato da una donna, una signora viennese, che mi ha fatto poi molto soffrire”. Osservo che ciò non è sufficiente, che quella signora gli avrà menzionato molti altri nomi e cose da lui perfettamente ricordati, e che occorre quindi analizzare questo oblio particolare, e i suoi motivi specifici. L'analisi riprende). “Herz” viene associato a cuore, a pene di cuore, a questa signora che ha fatto soffrire A. Di tutta la parola Erzherzog, A. osserva che è difficile a pronunziare: “Erz” è senz'acca, “Herz” con l'acca. Interpreto: “difficoltà” (A. presenta molte “difficoltà” per quel che si riferisce ai suoi rapporti con la donna e alla vita sessuale in genere). Erzherzog = arciduca, ricorda ancora ad A. l'arciduca Rodolfo d'Austria, la tragedia di Mayerling. Le associazioni danno dunque: pene di cuore, difficoltà, tragedie amorose.
Rainer: associa soltanto a “rain”, che pronunzia volutamente all'inglese e cui connette, con subitaneo trapasso, le “lacrime” (rain = pioggia).