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L'Autore di questo libro, a malgrado delle sue ottime intenzioni, non ha reso un servizio, ci sembra, né alla psicoanalisi né al Cristianesimo. Quanto alla prima, per la quale egli nutre una notevole simpatia, è la precisa informazione quella che gli difetta; cosicché vengono attribuiti alla psicoanalisi e al Freud termini, concetti e periodi del tutto indebitamente. Basterebbe citare l'uso dei vocaboli “respingimento”, “compressione”, “Sé”, rettificati e sostituiti dalla Società Psicoanalitica Italiana. Ma non si tratta soltanto di errori terminologici: sembra che lo Z. non abbia ben chiari i concetti di “libido”, di “censura”, di “inconscio”, poi che li adopera troppo spesso in accezioni arbitrarie. Molto vi sarebbe da citare, ma per documentare questa costante imprecisione basterà una frase (pag. 79-80): “il Freud dice” (francamente non sappiamo dove!) “che in noi vi è un sé subcosciente, che è sede dei nostri istinti, della ‘libido’