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Lezione XXXV
Signore e Signori! La volta scorsa ci siamo occupati di piccoli pensieri d'ogni giorno; abbiamo assestato, per così dire, la nostra modesta casa. Ora vogliamo prendere un'audace rincorsa, e tentar di rispondere a una domanda, posta da altri ripetute volte: se cioè la psicoanalisi conduca ad una determinata concezione dell'universo, e a quale.
Temo che quello di Weltanschauung sia un concetto specificamente tedesco, la cui traduzione in altre lingue dovrebbe incontrare delle difficoltà. Se tentassi di darne una definizione, questa vi sembrerebbe certamente inadeguata. Secondo me, comunque, una Weltanschauung è una costruzione intellettuale, che risolve in modo unitario tutti i problemi della nostra esistenza partendo da una premessa cui tali problemi sono subordinati e nella quale, quindi, nessun quesito rimane aperto e tutto ciò che richiama il nostro interesse trova il suo posto ben determinato, facile comprendere che il possedere una tale Weltanschauung fa parte dei desideri ideali dell'uomo. Avendo fede in essa si può sentirsi sicuri nella vita, si può sapere a che cosa si debba aspirare, e come più opportunamente si possano collocare i propri affetti ed i propri interessi.
Se questo è il carattere di una Weltanschauung, allora è facile la risposta per quanto riguarda la psicoanalisi. Quale scienza speciale, quale ramo della psicologia - psicologia del profondo o psicologia dell'inconscio - essa è del tutto inadatta a foggiarsi una sua Weltanschauung, e deve accettare quella della scienza. La Weltanschauung scientifica si scosta però già in modo sensibile dalla nostra definizione. A dire il vero anch'essa accetta l'unitarietà della spiegazione dell'universo, ma soltanto come un programma il cui adempimento è situato nell'avvenire. Del resto essa si distingue in base a caratteri negativi, per la sua limitazione allo scibile odierno, e per il deciso ripudio di elementi a lei estranei. Essa afferma che non c'è