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Signori! Molte volte avrete sentito parlare o avrete letto sui giornali di crimini compiuti improvvisamente, senza alcun nesso di relazione tra la vittima ed il suo assassino, o comunque assolutamente sproporzionati alla causa, e sarete indubbiamente rimasti stupiti nell'apprendere che il delinquente non aveva fino ad allora compiuto altri delitti e che la sua vita era stata per il passato tranquilla ed illibata. Come pure vi sarà apparsa assolutamente inesplicabile la tenace ostinazione di certi criminali nel compiere una serie infinita di delitti dello stesso genere durante tutta la loro vita.
In tali occasioni, trovandovi dinanzi a simili tipi di delinquenti, apparentemente normali, in quanto non affetti da vere psicosi, vi sarete indubbiamente posti il quesito del perché della loro criminalità; avrete indubbiamente avuto la sensazione di trovarvi dinanzi ad un mistero profondo, al quale non era facile dare una spiegazione convincente. Non pochi sono invero i delitti compiuti in tali circostanze apparentemente inesplicabili: pensate a tutti i ferimenti, ed alcune volte agli omicidi, compiuti per futili motivi, per impulso improvviso e violento d'ira, in cui enorme è la sproporzione tra il movente e l'azione delittuosa compiuta; ai furti compiuti da individui che, per la loro posizione sociale, non hanno alcun urgente bisogno di impossessarsi dei beni altrui.
Ebbene, in tutti questi casi, trattandosi di individui la cui sfera razionale è normale, in cui l'impulso criminale non si lascia, quindi, spiegare con gli schemi della logica, in cui uno spirito maligno per quanto misterioso sembra che improvvisamente