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Questo importante lavoro di Alexander è stato letto al Congresso Internazionale di Wiesbaden e alla Società Psicoanalitica di New York. La differenza, in esso posta, fra conflitti strutturali (topici) e istintuali, appare perfettamente logica e conforme alle vedute freudiane: si ha un conflitto strutturale allorché una tendenza istintiva è rimossa dall'Io non perché sia incompatibile con l'atteggiamento dell'Io stesso, ma perché è condannata dal Super-Io o respinta da una situazione esterna; si ha un conflitto istintuale allorché una tendenza istintiva è rimossa perché incompatibile con le tendenze attuali dell'Io. La prima forma, come si vede, è strettamente inerente alla differenziazione topica delle varie parti della personalità psichica. La distinzione tra le due apparirà chiara da un esempio: la paura dell'evirazione può essere dovuta tanto all'inibizione di istinti eterosessuali da parte del Super-Io (originariamente: dalla minaccia esterna del padre, poi introjettata) quanto dal desiderio inconscio di esser donna, e al conseguente impulso all'auto-evirazione. Nel primo caso si ha un conflitto strutturale, nel secondo un conflitto istintuale. Le due specie di conflitti non si escludono: anzi, nella maggior parte dei casi interferiscono, cosicché lo studio delle loro relazioni presenta un grandissimo interesse analitico, sia in sede teoretica che in sede pratica. Alexander esamina parecchi problemi alla luce della distinzione da lui primamente posta: il sentimento di inferiorità e la “protesta virile”, l'esibizionismo (tipico esponente di un conflitto istintuale), l'omosessualità, l'erotica anale, ecc.; e correda le sue esposizioni con vari referti di casi singoli da lui studiati, specie di personalità criminali. Particolarmente notevoli le sue conclusioni generali sull'importanza della differenziazione strutturale della personalità psichica rispetto alla vita degli istinti da un lato, alle esigenze sociali dall'altro; e sulla criminalità come prodotto degli at