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Signori! Come sapete, il Freud scompone l'apparato psichico in tre parti, funzionalmente distinte tra loro, e cioè in Es, Io e Super-Io. Queste tre componenti non possono e non devono in alcun modo venire equiparate ai modi di essere inconscio, preconscio e conscio. La loro distinzione funzionale deve completamente prescindere dal fatto che parti di esse siano o possano essere consce, preconsce o inconsce.
Ora ci proponiamo di studiare una parte dell'Io, mentre di questa parte non possiamo renderci conto, essendo essa inconscia. Qualcuno mi disse che a questa parte si dovrebbe addirittura dare un altro nome. Comunque, teniamo presente che nel nostro apparato psichico c'è una parte con determinate ed importantissime funzioni, che non è cosciente e non è Es (per ora vogliamo prescindere dal Super-Io, che è pure inconscio, dato ch'esso sorge dall'Io). Ma, si chiederà, che cosa è mai l'Io?
Parlando comunemente dell'Io, tutti crediamo di sapere di che cosa si tratta: con l'Io ciascuno indica quanto sente appartenere alla propria persona. Ognuno ha una sensazione dell'Io. Se considerate questa come una definizione ne saremo lieti, ma vedremo subito che con essa non si delimita il concetto dell'Io. Il Federn (2), che ha studiato a fondo per primo la sensazione dell'Io, ha distinto l'Io fisico da quello psichico, ha scoperto i “confini dell'Io” e la loro spostabilità; egli definisce l'Io come “l'auto-esperienza (Selbsterlebnis) della continuità, duratura