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L'A. si occupa in questo articolo del problema delle perversioni e mette in evidenza l'importanza che, nella genesi delle perversioni, hanno il complesso di evirazione e la dissociazione dell'Io.
Incomincia col ricordare come, molto spesso, a proposito delle perversioni si citi un aforisma detto da Freud nei “Tre saggi sulla sessualità”. Freud disse che “le perversioni sono come la negativa delle nevrosi”. Le perversioni rappresenterebbero cioè l'impulso infantile positivo e immodificato mentre le nevrosi risulterebbero da un compromesso tra l'impulso primitivo e le forze rimoventi. Sembrerebbe perciò implicito che nelle perversioni si abbia a che fare con un'attività dell'Es molto poco modificata dall'attività dell'Io e del Super-Io.
Questa citazione, che non tiene conto dei successivi lavori di Freud, non corrisponde pienamente alla sua opinione. Infatti, negli scritti, sull'omosessualità, sul sadomasochismo, sul feticismo ecc., Freud considera la perversione come uno fra i tanti meccanismi di difesa e ritiene che l'Io sia profondamente impegnato nella formazione delle perversioni. La più interessante di queste discussioni si riferisce alla dissociazione dell'Io nel feticismo, dissociazione che si trova, come egli mette in evidenza, non solo nelle altre perversioni ma anche nelle nevrosi e nelle psicosi.
L'A. è d'opinione che i meccanismi di dissociazione dell'oggetto e di dissociazione dell'Io, che sono stati particolarmente studiati da Melanie Klein attraverso l'analisi infantile dei primissimi anni di vita, abbiano una parte fondamentale nella formazione delle perversioni e aiutino a comprendere la loro relazione con le psicosi. Nei primi anni di vita tali meccanismi di difesa hanno il valore che la rimozione avrà negli stadi più avanzati di sviluppo. La differenza clinica tra nevrosi e perversioni, differenza clinica che fece dire a Freud che l'una è l'inverso dell'altra non starebbe perciò in un contrasto tra difesa (nevrosi) e assenza di difesa (perversione) ma