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Ogni principiante in psicoanalisi si preoccupa all'inizio soprattutto delle difficoltà presentate dalla interpretazione delle associazioni del paziente e dal problema della riproduzione del materiale rimosso. Tali preoccupazioni sono però presto destinate ad attenuarsi assai e ad essere sostituite dalla persuasione che le uniche vere e serie difficoltà consistono nel maneggio della traslazione.
Fra le diverse situazioni che a tal proposito si realizzano, voglio qui prendere in considerazione una unica situazione particolare, ben circoscritta; e ciò sia per la sua frequenza e la sua importanza pratica, sia per l'interesse teoretico ch'essa presenta. Mi riferisco al caso in cui una paziente di sesso femminile lascia capire per indubbi segni o dichiara esplicitamente d'essersi innamorata, come una qualsiasi altra donna mortale, del medico che conduce l'analisi. Tale situazione ha i suoi aspetti tragicomici e i suoi aspetti seri. Essa è inoltre tanto complessa e soggetta a determinanti molteplici, si presenta con un carattere di tale fatalità ed è così difficile da risolvere, da far sì che una sua discussione costituisse da molto tempo una esigenza vitale per la tecnica psicoanalitica. Ma poiché anche noi, pur facendoci beffe degli errori degli altri, non siamo sempre