You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La relazione interindividuale che si viene a stabilire tra paziente e medico durante l'interrogatorio psichiatrico impegna numerosi fattori psicologici che dipendono sia dalla individualità del paziente sia dalla personalità dello psichiatra. Molte, però, sono le descrizioni di interrogatori che, seppure eseguite con minuziosa precisione, hanno l'inconveniente di trascurare uno dei due termini dell'equazione che si istituisce tra medico e paziente. Difatti la personalità dello psichiatra non è solo l'interprete del materiale offerto dall'interrogato, ma rappresenta una entità sulla quale si proiettano i processi psichici, coscienti ed inconsci, del paziente e nella quale soprattutto si realizzano fenomeni di reazioni che possono a loro volta riversarsi sul paziente stesso. L'insieme delle sensazioni e delle reazioni che lo psichiatra avverte durante l'interrogatorio può essere descritto usando, in modo estensivo, un termine psicoanalitico cioè quello di contro-transfert (1).
Il compito che mi sono proposto è di effettuare una analisi fenomenologica in cui venga presa come oggetto di studio la personalità dello psichiatra, in quanto, durante l'interrogatorio, esiste la possibilità di una “induzione controtransferale od innesto controtransferale” di elementi personali, propri di chi interroga, sul materiale che scaturisce dall'interrogatorio stesso.
L'argomento che mi sono proposto di svolgere potrebbe essere trattato in un modo ben più esauriente e completo data la molteplicità dei meccanismi psicologici che possono essere suscitati con il costituirsi del rapporto emotivo ed intellettuale tra psichiatra e paziente: per ora credo sia sufficiente affrontare l'insieme di questi fenomeni su un piano generale in modo da poter dare l'avvio ad un gruppo di ricerche che involgano un maggior numero di osservazioni.