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Nelle mie analisi di fanciulli, in particolare di età tra i tre e i sei anni seno giunta ad una serie di conclusioni che esporrò qui brevemente.
Ho ripteutamente formulato l'ipotesi che il complesso edipico cominci a funzionare prima di quanto comunemente si creda e nel mio articolo “I principi psicologici delle analisi infantili”, ho trattato questo argomento più dettagliatamente. La conclusione a cui sono giunta è che le tendenze edipiche si liberano in seguito alla frustrazione che il bambino subisce all'epoca dello svezzamento, fanno la loro comparsa tra la fine del primo e l'inizio del secondo anno di età e si rafforzano attraverso le frustrazioni anali subite durante il periodo di educazione alla pulizia personale. La differenza anatomica tra i due sessi, gioca, successivamente, un'influenza determinante sui processi psichici.
Allorché il bambino è costretto ad abbandonare la posizione orale ed anale per quella genitale, sposta il suo interesse sull'obiettivo della penetrazione, associato al possesso del membro. Quindi egli cambia non solo la sua posizione libidica ma anche il suo punto di mira; il che gli permette di conservare il suo primitivo oggetto d'amore.
Nella bimba, d'altra parte, la funzione recettiva è spostata dalla posizione orale a quella genitale: ella cambia la sua posizione libidica, ma ne conserva la sua finalità che già l'ha posta in rivalità con la madre; si produce così nella bimba la recettività per il pene ed ella quindi si volge verso il padre come suo oggetto d'amore. Il vero sorgere dei desideri edipici si presenta, comunque, già associato con un incipiente timore di castrazione e sentimento di colpa.
L'analisi degli adulti e quella dei bambini ci hanno familiarizzato col