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In più di una occasione ci è dato constatare quanto sia proficuo per le nostre ricerche porre tra loro a confronto certi stati e fenomeni che, a buon diritto, possono essere considerati come modelli normali di affezioni patologiche. A tale categoria appartengono non solo lo stato affettivo del lutto e quello amoroso, ma anche il sonno e la fenomenologia onirica.
Noi non siamo abituati ad accordare troppa attenzione al fatto che l'uomo, ogni sera, prima di andare a letto si spoglia degli involucri che gli ricoprono la pelle, nonché di qualche elemento integrativo dei propri organi corporei, nella misura in cui egli è riuscito a compensarne le deficienze con dei surrogati, come gli occhiali, la parrucca e la dentiera. Si può aggiungere che l'uomo nell'addormentarsi compie un lavoro analogo nei riflessi del proprio psichismo; egli cioè rinuncia alla maggior parte delle acquisizioni psichiche avvicinandosi così straordinariamente, e sotto un duplice aspetto, all'origine del suo sviluppo vitale. Il sonno è somaticamente una riattivazione del soggiorno nel ventre materno, del quale realizza la soddisfazione delle esigenze di riposo, di caldo e di assenza di stimoli; è noto, anzi, che molti uomini assumono nel sonno posizioni fetali. Lo stato psichico del dormiente è caratterizzato da un allontanamento pressoché completo dal mondo circostante, e dalla cessazione di ogni interesse per il medesimo.
Nell'indagare gli stati psiconeurotici, si è portati ad accordare particolare rilievo alle cosiddette regressioni temporali, cioè alle implicazioni del