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Desidererei attirare l'attenzione sulle ricerche che hanno portato negli ultimi anni ad estendere la conoscenza dell'isteria d'angoscia. Vorrei prima ricordare in poche parole in che cosa consiste strutturalmente il cambiamento portato nell'equilibrio dell'apparato psichico da questo disturbo.
Le premesse sono le seguenti: una carica libidica od aggressiva che tende a passare dall'Inconscio al Preconscio viene avvertita come inaccettabile. L'occupazione energetica si rivolge verso una rappresentazione sostitutiva, legata alla prima rappresentazione associativamente, così che la produzione d'angoscia non viene interrotta e si trova in rapporto diretto con la forza dell'impulso.
Anche la carica emotiva tradisce la sua provenienza dall'Inconscio con la sua resistenza ad ogni razionalizzazione. L'angoscia si riproduce ogni volta che viene avvertita la rappresentazione sostitutiva. Il contenuto manifesto della nevrosi è dato dai tentativi dell'apparato psichico di sbarazzarsi da questa angoscia.
A questo scopo si inizia nell'isteria d'angoscia un'intensa occupazione energetica di tutta la zona associativa legata alla rappresentazione sostitutiva, formando uno strato fortemente difeso da controinvestimenti, sempre per impedire la presenza e la realizzazione della rappresentazione sostitutiva. I controinvestimenti funzionano qui come delle sentinelle incaricate di produrre segnali d'allarme alla minima possibilità della percezione della rappresentazione temuta; attraverso la proiezione, il pericolo interno è diventato un pericolo esterno. La carica libidica o aggressiva primaria, della quale abbiamo già parlato, rimane nell'Inconscio, non avvertita dall'Io, che si difende non più da un impulso interno, ma da una percezione. Questo meccanismo appartiene esclusivamente all'isteria d'angoscia, essendo la produzione dell'angoscia e la difesa nelle altre nevrosi del tutto diverse.
La Psicoanalisi ha per decenni valutato le nevrosi sempre dal punto