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Uno dei più importanti contributi della ricerca psicoanalitica è stato la scoperta dei processi mentali che stanno alla base dello sviluppo della coscienza nell'individuo. Nel suo lavoro volto a portare alla luce le tendenze istintive inconsce, Freud ha anche individuato l'esistenza di quelle forze che agiscono da difesa contro queste tendenze. Dalle sue scoperte, che la pratica psicoanalitica ha sempre confermato, risulta che la coscienza dell'individuo è un riflesso stratificato (cioè l'imago) dei suoi primi rapporti con i genitori: l'individuo ha in un certo senso internalizzato i suoi genitori, li ha portati dentro di sé. Là essi diventano una parte differenziata dell'Io - il Super Io - una istanza cioè che formula determinate richieste, rimproveri ed ammonimenti al resto dell'Io e che si trova in contrasto con i suoi impulsi istintivi.
Freud ha sin da allora dimostrato che l'azione di questo Super Io non è limitata alla vita cosciente, non è soltanto ciò che si intende per coscienza, ma che esso esercita anche un'influenza inconscia, spesso assai opprimente, che gioca un ruolo importante sia nelle malattie mentali che nello sviluppo della personalità normale. Questa nuova scoperta ha portato lo studio del Super Io e delle sue origini sempre più al centro della ricerca psicoanalitica.
Allorché, nel corso delle mie analisi di bambini piccoli, ebbi modo di prendere visione diretta delle basi su cui era fondato il loro Super Io, mi trovai dinanzi a certi fatti che mi sembra permettano un ampliamento in talune direzioni della teoria di Freud su questo argomento. Non vi è dubbio, ad esempio, che un Super Io che ha funzionato almeno per qualche tempo era presente nei miei piccoli pazienti, di età compresa tra i due anni e tre quarti ed i quattro anni, mentre secondo le vedute comuni il Super Io non comincerebbe a funzionare che dopo la scomparsa del complesso Edipico, cioè verso