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Scopo di questo saggio è quello di isolare - attraverso l'esame di un caso di necrofilia da me analizzato - l'istinto distruttivo, di liberarlo dalle scorie dei meccanismi difensivi dell'Io, dai moventi edonistici e dai riflessi del complesso edipico, onde mostrarne, con l'approssimazione propria di tutte le cose umane, la natura nel suo residuo irriducibile, di formazione dell'Inconscio. Se gli studi sull'isteria e sulle nevrosi hanno permesso a Freud di stabilire l'esistenza dell'Inconscio, della rimozione e del Super Io, sono le ricerche in un altro campo, il campo delle perversioni, che hanno servito ad isolare la funzione della libido, le sue occupazioni oggettuali, le sue fasi e fissazioni. Tutta la teoria sessuale è costruita sullo studio delle perversioni.
È mia convinzione personale che il campo di ricerche per l'istinto di distruzione è invece la delinquenza irrazionale psicopatica, o la sintomatologia della psicosi maniaco-depressiva. Non è un campo dove si possano compiere analisi regolari. Esiste però una perversione - in quanto tale esente dall'influsso del Super Io - talmente lontana da scopi libidici che non è neanche stata esplorata nella teoria sessuale e che permette di intravedere, anche se solo a sprazzi, il disimpasto degli istinti.
Ed ecco il caso: Si presenta un giovane per curare una forma di timidezza morbosa, di depressione con idee di suicidio. La sua maggiore preoccupazione è per la sua impotenza psichica; si crede, forse, feticista per il continuo interesse - del resto platonico - che porta ai capelli di ambedue i sessi. L'orgasmo sessuale viene raggiunto dopo una intensa attività di fantasia e sogni diurni rivelati durante l'analisi. Ecco in che cosa consiste l'attività sessuale.