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La commemorazione di Freud in Italia
Nel precedente fascicolo della Rivista abbiamo dato notizia dell'eco suscitata dall'anniversario della nascita di Freud in Italia e della giornata dedicata alla Commemorazione di Freud dall'XI Congresso degli Psicologi italiani, svoltasi a Milano dal 7 all'11 aprile 1956.
Nell'ambito delle celebrazioni, anche la Radio Italiana ha voluto organizzare una propria commemorazione e ha a tale scopo invitato il prof. Musatti a preparare una serie di conversazioni che sono state radiotrasmesse col III Programma nei giorni 13, 20 e 27 ottobre.
Benché tali conversazioni presentino soprattutto finalità divulgative in relazione al vasto pubblico cui erano destinate, ci è stato osservato che per la vivacità della esposizione e per la originalità di molti spunti ed osservazioni in esse contenuti esse meritano di essere conosciute dai nostri lettori; e perciò qui le riproduciamo.
Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Sigmund Freud, di colui che con la invenzione di quell'insieme di metodi, e con la enunciazione di quel complesso di dottrine, che vanno sotto il nome di psicoanalisi, doveva radicalmente rivoluzionare la moderna psicologia e psichiatria e suscitare nel mondo della cultura tante polemiche e contrasti.
Sigmund Freud nacque infatti il 6 Maggio 1856 a Freiberg in Moravia. Egli si trasferì ancora bambino con la famiglia a Vienna, e visse colà tutta la sua lunga ed operosa vita. Solo nel 1938, ormai vecchio e famoso, fu costretto, dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, ad emigrare a Londra per sfuggire alle persecuzioni razziste, e a Londra morì l'anno successivo.
La vita di Freud si identifica con lo sviluppo della psicoanalisi. Questa dottrina è infatti in tutti i suoi elementi essenziali opera esclusivamente sua, ed egli fu per gran tempo un pensatore isolato. Solo verso il 1910 si raccolsero attorno a lui altri studiosi e collaboratori, che finirono col dare origine ad un più vasto moviment