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I complessi problemi che la sindrome schizofrenica offre all'indagine sono stati affrontati, in questi ultimi anni, dalla psicoanalisi mediante l'insieme degli studi basati oltre che sulle capacità regressive dei pazienti adulti, anche sulle osservazioni dirette che gli analisti infantili hanno compiuto sullo sviluppo individuale; la sindrome schizofrenica è stata inoltre seguita, fin dalle sue prime manifestazioni, in soggetti molto giovani, ed in particolari casi è stato possibile studiare anche il passaggio dalla fase prepsicotica a quella più decisamente psicotica.
Mediante l'impiego di queste possibilità di studio, numerosi autori hanno raccolto abbondanti osservazioni che possono però essere validamente utilizzate solo se inquadrate nella concezione metapsicologica della schizofrenia, che, specie in questi ultimi anni, ha potuto essere meglio delineata e strutturata.
Lo studio dei fenomeni schizofrenici porta gli psicoanalisti ad indagare sopratutto i complessi problemi inerenti lo sviluppo dell'Io, specie in rapporto alle prime relazioni con il mondo esterno, e alle particolari strutture che vengono ad assumere i meccanismi difensivi.
Non è certo privo di difficoltà lo spostamento che l'indagine psicoanalitica realizza per passare dallo studio della dinamica inconscia a quello della struttura dell'Io; per quanto riguarda la schizofrenia vi è il pericolo di ridurre le nostre asserzioni al puro campo fenomenologico: infatti, ancora poco chiara è la soluzione del fondamentale problema metapsicologico che tratta dei reciproci rapporti, durante lo sviluppo, tra l'Io e l'Es.
Rapporti discussi in un recente simposio a conclusione del quale HARTMANN (10) ha affermato che data la vastità e la complessità dell'argomento ognuno di noi può limitarsi ad avvicinarlo solo da un punto di vista molto personale.
FREUD ha compiuto vari tentativi per comprendere la psicopatologia delle psicosi in genere e della schizofrenia in particolare. Egli ha considerato come primario nella schi