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È la pubblicazione del testo del rapporto di W. H. Gillespie al XIX Congresso Internazionale di Psicoanalisi.
Sull'argomento; questa Rivista ha già pubblicato un penetrante saggio di Eidelberg dal titolo: La nevrosi immagine negativa della perversione? (v. Anno II fasc. II). Il Gillespie, iniziando il lavoro, si domanda per l'appunto; se la nevrosi possa considerarsi una immagine negativa della perversione e questa, a sua volta, un frammento dell'Es;, una componente pregenitale dell'istinto;, non rimossa e tradotta direttamente nell'Io;. Questa opinione era stata espressa da Freud nelle Tre dissertazioni sulla teoria sessuale, ma — come si vedrà — non fu sempre da lui mantenuta.
Premesso che le perversioni (proprio a causa dell'originario; punto di vista di Freud) non furono nel passato ritenute suscettibili di riduzione attraverso la terapia analitica, il Gillespie rileva come ne rimanesse scoraggiata la ricerca scientifica col risultato di una scarsa letteratura psicoanalitica sull'argomento;. L'A;. segnala, in ordine di tempo, la monografia del Sachs Sull'origine; delle perversioni . Il Sachs, prendendo le mosse dalle Tre dissertazioni di Freud e passando all'esame; della sua opera successiva, aveva già messo in evidenza che nella fantasia di flagellazione analizzata dallo stesso Freud nel saggio Un bambino viene picchiato la componente istintiva non trova espressione diretta nella perversione, la quale perciò non si presenta come un frammento di sessualità infantile sfuggita alla rimozione, bensì come il risultato di rielaborazioni regressive di componenti istintive rafforzate dal mancato superamento del complesso edipico.
Epperò il Sachs, proponendosi di conciliare i diversi punti di vista di Freud, assumeva che la perversione fosse la parte cosciente di un più largo sistema inconscio, differenziandosi per questo suo carattere egosintonico dal sintomo nevrotico, costituito da una formazione egodistonica connessa a fantasie rimosse.
In sostanza il problema venne da