You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Le combinazioni di fantasie orofalliche e di perversioni orogenitali sono spesso riferite dalla letteratura psicoanalitica. L'A;. indica col termine di “cerchio chiuso” quel genere di perversione che si traduce nella reciprocità dei rapporti orogenitali con finalità di orgasmo. La causa prima della inclinazione al “cerchio chiuso” è dovuta — secondo le ricerche condotte dall'A;. — a una fantasia arcaica nella quale si idealizza la
immagine del rapporto sessuale nella mente del bambino. Tale fantasia rappresenta il superamento della delusione del bambino costretto a riconoscere che il petto materno non è parte di sé ma un'entit;à reale a lui estranea. Essa soddisfa perciò a un desiderio di unità e di onnipotenza. Nel “cerchio chiuso” si ha l'equilavenza;: pene = clitoride = capezzolo materno e inoltre latte = urina = sperma, in corrente continua nella unione tra madre e bambino. Nel “cerchio chiuso”, secondo l'A;., trovano espressione, in un quadro concreto, taluni dei dogmi psicoanalitici più accettati, quali la intercambiabilità degli aspetti attivi e passivi degli istinti, la conversione nell'opposto;, la identificazione con la madre, ecc.