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L'Autrice; intende parlare del ruolo rappresentato dalle difese dell'Io; nel corso del trattamento psicoanalitico. Queste difese, formatesi nel corso delle primitive relazioni oggettuali, agiscono come resistenze di transfert. L'A;. sostiene che all'inizio; del trattamento è importante osservare la forza e il grado di integrazione dell'Io;, giacché anche la tecnica analitica deve assumere modalità diverse a seconda della gravità della psiconevrosi.
Praticamente, nei casi di psiconevrosi classica, non c'è alcuna utilità nell'introdurre; immediatamente interpretazioni di transfert quando il malato descrive facilmente le sue angosce: interpretazioni di transfert premature possono influenzare negativamente il proseguimento del trattamento. Nelle psiconevrosi gravi, ai limiti della psicosi, le difese dell'Io; contro il transfert sono predominanti e bisogna occuparsene a fondo perché l'analisi; possa proseguire.
L'A;. porta poi un caso clinico, che ritiene particolarmente adatto a chiarire la persistenza nella vita adulta dei primi meccanismi di difesa dell'Io; contro l'angoscia; e la loro azione nella situazione analitica. Si tratta di una dottoressa in medicina, di trenta anni, che aveva un anno prima chiesto di essere assunta in analisi didattica. Le era stata