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I ricordi più remoti sono quelli che precedono l'inizio; della memoria continua: questa inizia in età diversa nei diversi individui, ma in genere mai prima dei cinque anni, mentre i ricordi remoti possono riguardare episodi vissuti all'et;à di due anni e talora anche prima.
FREUD per primo, nel 1917, ha affrontato il problema della loro importanza e significato discutendo i primi ricordi infantili di Goethe. Tra gli altri Autori che in passato si sono occupati di questo argomento sono da ricordare ADLER e DREIKUS.
I ricordi remoti presentano specificità assoluta in ogni individuo, sono strettamente in relazione con i nuclei psicodinamici della personalità e di conseguenza sono di estrema utilità pratica in corso di analisi. La scelta nella conservazione di questi ricordi remoti è determinata dalle forze inconsce più attive, così come avviene per la scelta degli avvenimenti e dei ricordi usati nella costruzione del sogno; come i sogni anche questi ricordi possono essere soggetti a distorsione. Ma a differenza dei sogni, essi sono assai meno influenzati dagli eventi giornalieri ed esprimono quindi in modo più puro la costellazione emotiva dell'individuo;. Ciò spiega perché anche il più piccolo particolare di questi ricordi remoti abbia una importanza saliente, in corso di trattamento analitico, nel rivelare quali siano gli elementi inconsci che stanno alla base della personalità del soggetto. In base a queste affermazioni è ovvio che i ricordi remoti non siano suscettibili di modificarsi se non quando, attraverso l'analisi; o il corso della vita, mutino i nuclei emotivi che stanno alla radice della personalità.