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In questo lavoro l'A;, analizza in modo penetrante i diversi atteggiamenti, che l'umanit;à ha assunto nei confronti della sessualità. Più precisamente, nei tempi preistorici l'istinto; si afferma veramente nella sua forma più primitiva ed immediata, mentre nei tempi antichi si realizza. in modo più idealizzato; sono questi i tempi in cui Eros, nelle sue diverse incarnazioni, viene divinizzato. Gli antichi adoravano infatti la forza dell'istinto; in sé, la quale trova espressione nell'Onphalon; di Delfo, nel fallo dei templi indiani, in Dionisio e le baccanti, in Pan, forza della natura.
Eros era per i Greci una tra le maggiori divinità. In due dei suoi scritti migliori, il Convivio e il Fedro, Platone ha paragonato il delirio d'amore; al sacro delirio profetico e a quello del genio nell'ispirazione; poetica. La divinizzazione del delirio d'amore;, l'affermazione; e la glorificazione dell'Eros;, rappresentano il primo gradino della scala che l'umanit;à deve compiere quando prepara il suo slancio verso l'immortalit;à.
La spinta verso questa conquista, concezione in apparenza dominante, si dimostrava subito minata da una corrente antitetica. Infatti una resistenza biologica veniva opposta alla sessualità e cercava già da allora di edificare espressioni sporadiche alla repressione dell'istinto;. Questo processo lento di repressione, ha trovato una voce autorevole in Saul di Tarsia che per primo ha tuonato contro la concupiscenza e ha predicato la continenza. Rivolgendosi ai padri di famiglia Egli affermava: “colui che fa sposare la propria figlia fa bene, chi non la fa sposare fa meglio”.
Viene così a svilupparsi l'ideale; cristiano fondalo sulla continenza. Se l'antichit;à ha divinizzato l'Amore;, il Cristianesimo l'ha; satanizzato.
Poiché l'Amore; non può essere soffocato, è solo possibile fargli mutare faccia. Difatti, per i Cristiani, l'Amore; subisce un processo di desessualizzazione, diviene amore purificato, amore del prossimo, che bisogna “amare come noi stessi”, vi