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Com'è noto, le conoscenze sul problema della criminalità hanno subìto in questi ultimi anni un grande impulso ed un essenziale ridimensionamento, paralleli ambedue all'evoluzione generale degli studi psicologici e psicopatologici.
Il problema della criminogenesi è divenuto così un problema di personalità e di condotta che può essere risolto solamente nell'ambito di studio delle relazioni dell'individuo e dei gruppi (Lagache). K. EISSLER infatti vede essenzialmente nel comportamento criminale l'espressione di anormalità psicologiche su base conflittuale a risoluzione “alloplastica”, nonché il rifiuto di certi valori comuni al gruppo sociale e l'affermazione di abnormi valori individuali, propri al sottogruppo criminale (intendendosi per valori non soltanto quelli etico-morali e sociali, bensì, più estensivamente, “l'oggetto e lo scopo correlativi ad ogni motivazione” (LAGACHE).
Su queste basi hanno preso le mosse le ricerche criminologiche impostate secondo la metodologia psicodinamica per cui lo studio della personalità criminale e delle sue relazioni interpersonali e intrapersonali sono stati affrontati secondo i punti di vita strutturale, dinamico e genetico. A conclusione di questi studi è stato posto l'accento sull'importanza disponente e determinante dei disturbi precoci delle relazioni oggettuali (frustrazioni e carenze affettive, nuclei familiari dissociati, errate impostazioni educative ecc.), nonché su certe peculiari anomalie strutturali e dinamiche della personalità essenzialmente individuabili in identificazioni difettose, regressività delle attività dell'Io, immaturità emotivo-istintiva, presenza di situazioni conflittuali che vengono risolte attraverso il passaggio all'atto criminale (AICHORN A., ALEXANDER F., BETTELHEIM B. e SYLVESTER E., BOWLBY J., BURLINGHAM D., CARROL E. J., EISSLKR K. R., FREUD S., FREUD A., FRIEDLANDER K., GREENACRE PH., KLEIN M., LAMPL DE GROOT J., RACAMIER P. C., RUBEN M. ecc.).
Un altro settore di indagine è rappresentato dallo s