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In seguito all'analisi di forme acute e croniche di schizofrenia, l'A. ha avuto, durante gli ultimi dieci anni, occasione di apprezzare, in modo sempre più preciso, l'importanza del Super-Io in tale infermità. Vengono presentati frammenti dell'analisi di un paziente catatonico allo scopo di chiarire la struttura del Super-Io dello schizofrenico e i suoi rapporti con i disturbi dell'Io schizofrenico. Viene anche discussa la controversia circa i metodi di trattamento psicoanalitico della schizofrenia. La maggior parte degli studiosi americani (per es. H. S. Sullivan, Fromm-Reichmann, Federn, Knight, Wexler, Eisler e Rosen) hanno modificato il metodo di trattamento in modo tale che esso non puì più esser definito psicoanalisi. Essi ritengono che nelle forme acute di psicosi la psicoanalisi è inutilizzabile e considerano necessaria la rieducazione e la rassicurazione. Federn afferma che il transfert positivo deve esser favorito e quello negativo evitato. Questo autore è contrario all'interpretazione del materiale inconscio. Un gruppo di psicoanalisti inglesi, seguendo le ricerche di Melanie Klein sui primi stadi dello sviluppo infantile, ha utilizzato con successo, in forme acute e croniche di schizofrenia, un metodo che mantiene le fondamentali caratteristiche della psicoanalisi. Esso, infatti, si basa sull'interpretazione del materiale inconscio, del transfert positivo e negativo, senza l'uso di rassicurazione e di misure educative. L'esperienza dell'analisi infantile ci aiuta ad organizzare il trattamento psicoanalitico di forme acute di schizofrenia, poiché i problemi tecnici che sorgono nella analisi di psicosi acute sono simili a quelli incontrati nelle analisi dei bambini.
Nel discutere tali analisi M. Klein ha sostenuto che, interpretando il transfert positivo e negativo fin dall'inizio del trattamento, si sviluppa la neurosi da transfert. I tentativi di favorire il transfert positivo attraverso mezzi non analitici (come consigli, doni e rassicurazioni) dovrebber