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In questo lavoro si discute l'uso del linguaggio da parte dello schizofrenico e la sua importanza nella teoria e nella pratica della relativa analisi. Il materiale è derivato dall'analisi di 6 pazienti e l'A. dichiara che, a parte un'unica eccezione, non si è allontanato dalla tecnica psicoanalitica usata con i neurotici, mantenendosi sempre pronto a cogliere gli aspetti sia positivi che negativi del transfert. Secondo l'A. quello che Freud chiama istituzione del principio della realtà non è stato mai soddisfacentemente realizzato dagli psicotici. Il principale fallimento si è verificato nel corso della posizione depressiva. In questa normalmente si sviluppano elementi di pensiero verbale che favoriscono l'accettazione del principio della realtà.
Il linguaggio è impiegato dallo schizofrenico in tre modi: come una forma di azione, come mezzo di comunicazione e come una forma di pensiero.
Vengono dati esempi di tali usi del linguaggio e delle gravi difficoltà che lo schizofrenico incontra, se tenta di utilizzare simboli, sostantivi e verbi. Il pensiero verbale è