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L'opera d'arte puì essere esaminata da due diversi punti di vista, estetico e psicologico. Mentre l'esteta, e il critico d'arte cercano di determinare il valore artistico, lo psicologo considera l'opera come un documento che puì gettar luce sulla personalità dell'autore. Lo studio psicologico della produzione artistica puì servire non solo per l'esame della personalità dei singoli artisti, ma anche per la valutazione del clima psicologico che caratterizza un periodo storico. In qual modo l'arte contemporanea esprime lo spirito della nostra era, come l'arte bizantina da un'idea della mentalità del medioevo o l'impressionismo tradisce le concezioni della seconda metà del secolo XIX? Per rispondere a tale quesito occorre, prima di tutto, ricercare i tratti caratteristici della pittura contemporanea. Come nel passato, così nell'epoca presente esistono notevoli divergenze tra gli stili e le mentalità dei diversi artisti. Oltre a queste differenze individuali, vi sono alcune fondamentali affinità che permettono, anche al profano, di distinguere l'opera contemporanea da quella bizantina, rinascimentale etc. Un elemento caratteristico della pittura contemporanea consiste nell'assenza di oggetti reali o nella loro più o meno radicale distorsione. Ciì viene considerato come segno di arte non oggettiva, astrattista, con tendenze al fantastico e al simbolismo. Queste caratteristiche, dal lato psicologico, possono essere interpretate come una fuga dall'ambiente - come è percepito dagli organi di senso - e come una sostituzione di esso con un differente mondo. Naturalmente, in ogni epoca, ogni artista, a diversità del fotografo, ha sostituito alla mera riproduzione del mondo, la sua personale interpretazione dei vari oggetti. Si deve perì riconoscere che, nella pittura contemporanea, la personalità, la soggettività e la libertà dell'interpretazione risulta assai superiore a quanto si è verificato nel passato. In alcuni casi la distorsione degli oggetti è tale che si puì parlare n