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Dopo avere brevemente ricordato costumanze attuali, antiche credenze ed elementi linguistici che sottolineano i legami fra l'acqua e la fecondità, l'Autore scende sul terreno clinico esprimendo l'opinione che maggiore attenzione meriti la fase del processo del parto nota come rottura delle acque, ai fini di una migliore comprensione di quei sogni di risveglio che rappresentano contemporaneamente sogni di nascita; questi sogni paiono collegarsi al contenuto psicologico delle esperienze più precoci, ed in essi “acqua” e “movimento” si accompagnano, talora combinati come “acqua in movimento”. Il simbolo del fiume nelle produzioni oniriche che sono in rapporto con fantasie di nascita rappresenta appunto una condensazione delle sensazioni cinestesiche e di stimoli provati nella fase della rottura delle acque, che fondendosi più tardi con altre precoci esperienze “acquatiche” consente nell'inconscio la intercambiabilità di altri vari liquidi organici come veicolo della nascita.
Oltre che avvenimento della nascita, il fiume del simbolismo onirico può rappresentare una sorella. L'Autore - il quale ritiene che anche uno dei sogni del piccolo Hans fosse un sogno “fluviale” - trae dalla propria esperienza terapeutica alcuni esempi sottolineando che il simbolo del fiume è apparso frequentemente in momenti critici dell'analisi. In un paziente, un sogno in cui compariva un fiume aveva fatto affiorare abbondante materiale relativo ad importanti esperienze traumatiche infantili culminate nella morte di una sorellina.
Un altro paziente, omosessuale manifesto, sognò che “cercava casa vicino ad un fiume”, e le associazioni rimandarono ad un complesso emotivo riguardante le sorelle. Un terzo paziente sofferente di una grave fobia delle infezioni, dopo avere esternato in una lunga serie di sedute fantasie di nascita e di rinascita, ebbe un sogno angoscioso in cui attraversava un fiume dalle acque fangose, ciò che dal materiale analitico successivamente emerse, apparve chiaramente tradurre