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Vengono studiati i seguenti problemi riguardanti i meccanismi di difesa:
1) la “difesa” in se stessa costituisce un fenomeno patologico oppure siamo autorizzati a parlare di “normali” meccanismi di difesa?; 2) Quale è il rapporto tra la neurosi infantile e i meccanismi di difesa? 3) Cronologia dei meccanismi di difesa; 4) Quale è il ruolo dei processi di difesa nella totale organizzazione dell'Io?; 5) esame dei vari punti di vista degli analisti a proposito della questione se ogni processo difensivo debba essere dissolto durante il trattamento analitico.
Freud, se in principio (1894-1896) ha usato il termine difesa (Abwehr) in rapporto alla psicopatologia, in seguito (Inibizione, sintomo e angoscia, 1926) mostrò chiaramente i rapporti tra meccanismi di difesa normali e patologici. L'a. illustra i processi di identificazione che si stabiliscono nel corso della simbiosi madre-figlio. Si pone in risalto come, durante lo sviluppo normale, le identificazioni esplichino un importante ruolo nei riguardi dell'apprendimento. L'identificazione, quando viene usata a scopo di difesa in situazioni di pericolo, può estendersi in modo tale da soverchiare la totale organizzazione dell'Io infantile. I casi nei quali la personalità del bambino “si fonde” con la madre documentano la possibilità di un patologico abuso di un meccanismo di difesa che, come l'identificazione, rappresenta un mezzo di normale sviluppo. Non solo l'identificazione ma anche altri meccanismi di difesa, che in seguito possono essere usati come mezzi di difesa nevrotici nelle nevrosi dell'adulto, costituiscono, nell'infanzia, normali meccanismi di difesa.
L'a. mostra come l'Io nel corso dello sviluppo faccia uso di diversi meccanismi di difesa costruendo una complicata organizzazione difensiva. Ogni fase evolutiva implica un rinforzo o una variazione della intensità degli impulsi erotici e aggressivi. Tale modificazione del patrimonio istintivo rende necessaria l'adozione di nuovi mezzi di difesa e/o la rinuncia ad