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Pur esistendo nella recente letteratura alcune interpretazioni analitiche di affezioni cutanee a base psichica, due considerazioni m'inducono a riferire l'analisi di un caso di neurodermite:
Ho trovato un rapporto tra la disposizione della mia paziente alla neurodermite e le esperienze della sua primissima infanzia.
È stato possibile provare che la localizzazione di questa neurodermite in tre punti determinati del corpo era anche essa la conseguenza diretta di specifiche esperienze personali.
La paziente Clelia venne da me in seguito alla raccomandazione di un collega. Il sintomo per cui si rivolse a me, era una neurodermite localmente circoscritta e accompagnata da un prurito violento con un bisogno incoercibile di grattarsi. Sua madre le aveva detto che tale affezione della pelle si era manifestato fin dall'infanzia; il primo punto colpito era stata la nuca. Clelia mi disse di non potersi ricordare di esperienze specifiche da mettere in rapporto con la sua malattia. Nel corso degli ultimi tredici anni la paziente era stata trattata senza successo secondo i metodi più svariati in diverse cliniche dermatologiche. Il mio collega, uno psicoanalista che lavora in una clinica dermatologica e che si occupa delle affezioni cutanee dal punto di vista psichico diagnosticò un disturbo psicosomatico e la mandò da me.
L'analisi di questa paziente durò 3 anni e mezzo e si può dividerla in due fasi:
In un primo periodo si son potute analizzare le resistenze più superficiali e si sono evidenziati processi psichici che gravitavano attorno al complesso edipico. Il secondo periodo è stato dedicato all'analisi delle fasi preedipiche ed in particolare alla fase orale.
Naturalmente questa divisione è soltanto schematica perché alcuni tratti