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NACHT e RACAMIER di recente hanno presentato, come credo sia a Voi tutti noto, un rapporto al Congresso degli Psicoanalisti di Lingua Romanza che tratta in modo sistematico la fenomenologia e la dinamica delle manifestazioni deliranti. In questo mio breve esposto vorrei, basandomi sul materiale fornito da una paziente che ho avuto modo di osservare a lungo, prendere in considerazione alcuni punti del rapporto di NACHT e RACAMIER e comunicarvi quanto reputo più significativo circa lo sviluppo dinamico dei disturbi psicotici della paziente.
Ecco il caso: Donna nata nel 1920 che ha quindi ora 39 anni, sposata senza figli. È al quarto ricovero in Ospedale Psichiatrico (il primo ricovero risale al 1955 con un mese di degenza, il secondo risale al 1956 con un mese di degenza, il terzo ricovero risale al 1957 con tre mesi di degenza).
La paziente entra in Ospedale accompagnata da due agenti di Questura di un Commissariato cittadino che portano ordinanza di ricovero con allegato un esposto presentato dalla paziente al Commissariato.
Nell'esposto si legge:
“Sono stata fatta oggetto da parte dei miei vicini a continue e gravissime insinuazioni riguardanti soprattutto la mia onorabilità, dicevano che io non ero la moglie bensì l'amante, la donna di servizio, che il signor X non era mio marito e che avevo in più anche un figlio. Questo figlio è invece di mia sorella sposata e che risiede fuori Milano. Come se tutto ciò non bastasse hanno avuto la spudoratezza di dire che un tempo fui anche in una casa di tolleranza.
Egr. Sig. Commissario, io sono nata (e la p. lo sottolinea) mutilata della mano destra; questo le basti.
Ella mi vorrà chiedere il perché di tanto odio, di tanta cattiveria nei miei riguardi. Le dirò che tutto ciò è derivato dal fatto che al paese di A. dove ho risieduto per tre anni con mio marito, una vicina di casa, certa signora Y, mi ha odiato in un modo che credo solo una bestia possa odiare