You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Abbiamo appreso con doloroso stupore la notizia della prematura scomparsa di Maurice Bouvet, che tanta parte di sé ha dato al felice successo del Congresso degli Psicoanalisti di Lingue Romanze - svoltasi a Roma dal 6 al 9 aprile 1960 - con la magistrale relazione sugli aspetti clinici del problema della depersonalizzazione.
Nato nel 1912 a Clermont-Ferrand, egli aveva terminato gli studi di medicina a Parigi ove, nel 1936, aveva iniziato la sua attività psichiatrica quale assistente negli ospedali psichiatrici della Senna. Medico ordinario negli stessi ospedali dal 1939, divenne primario della facoltà di medicina nel 1940 esercitando a Parigi la professione di psichiatra fino al 1943. Da tale data Maurice Bouvet rivolse il suo principale interesse agli studi psicoanalitici. Accolto nel 1948 nella Società francese di Psicoanalisi, ne divenne Presidente nel 1956, concorrendo efficacemente con la sua instancabile attività, allo sviluppo del movimento psicoanalitico francese.
Ricercatore metodico e scrittore accurato e fecondo, egli esordì con una serie di lavori sulle nevrosi ossessive. Risale al 1948 il suo primo studio sulla” Importanza dell'aspetto omosessuale del transfert in quattro casi di nevrosi ossessive” subito seguito dal saggio “Incidenti terapeutici nella presa di coscienza del complesso di virilità nella nevrosi coatta della donna” . Nel 1952 fu oggetto di un suo rapporto al XV° Congresso degli Psicoanalisti di Lingua Francese” il problema dell'Io nella nevrosi ossessiva”.
Nel 1955 Maurice Bouvet collaborava con Sauguet e Marty alla comunicazione “Transfert, contro-transfert e realtà” successivamente pubblicata sulla Rivista Francese di Psicoanalisi (1956 n. 4). Nel 1956 pubblicava nel 1° Volume della “Psychanalyse d'Aujourd'hui” il noto saggio sulla “Relazione oggettuale”, nel quale riassumeva le sue posizioni teoriche sull'argomento. Intervenendo nel 1957 sul rapporto di Loewenstein al XX° Congresso Internazionale di Psicoanalisi, sulle “Varianti della te