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In una breve comunicazione da noi presentata al XIII Convegno degli Psicologi Italiani svoltosi a Palermo nel 1961 abbiamo riferito alcune osservazioni effettuate in due anni di lavoro nella sezione di Psicodiagnostica e Psicoterapia dell'O.P.P. Paolo Pini di Milano.
Nel presente lavoro ci proponiamo di riprendere, ampliandoli, alcuni problemi riguardanti:
il transfert ed il contro-transfert nella psicoterapia analitica degli psicotici.
il particolare rapporto che si instaura nel delirante tra realtà quotidiana e delirio.
La psicoterapia analitica di psicotici, effettuata in un Reparto di Ospedale Psichiatrico, comporta l'introduzione nel rapporto analista-paziente di un elemento differenziale rispetto alla situazione analitica classica, e cioè la presenza obbiettiva di più analisi e di più pazienti. Ci sembra particolarmente interessante esaminare l'influenza di tale condizione particolare sulla situazione transferale e controtransferale.
La produzione del transfert è legata primitivamente alla disposizione al transfert presente ed operante nel paziente, e come tale indipendente dalla realtà esterna; tuttavia, impiegando la tecnica analitica, il terapeuta fa tutto quanto è in suo potere per incoraggiare lo svilupparsi di transfert infantili. Infatti: pone il paziente in un mondo regressivo in cui le relazioni oggettuali sono ridotte, e favorisce l'ambivalenza in quanto, mediante il rapporto analitico, provoca nel paziente angosce primarie e sensi di colpa, rassicurandolo al contempo con la sua posizione di ascolto e di neutralità.